Rifle: storia del brand iconico dei jeans e azienda oggi

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Rifle: storia del brand iconico dei jeans e azienda oggi

Conoscete l’abbigliamento Rifle? In questo articolo parleremo della storia dei questo brand iconico dei jeans.

Si tratta di un’azienda italiana che produce abbigliamento, sia denim che casualwear. Questa azienda è nota anche per i jeans che hanno un taglio sportivo, ma sicuramente alla moda, ed è indicata anche per coloro che lavorano in ufficio.

Attualmente l’azienda conta diverse varianti di jeans come, ad esempio Super Rifle, Royal Rifle e Golden Rifle.

Vediamo insieme qual è la sua storia, quando fu fondata l’azienda italiana che ha fatto la Storia della Moda.

Rifle: storia

Giulio Fratini comincia a comprare a peso alcuni vestiti usati dei soldati americani a Prato e in quelle occasioni scopre i jeans che erano prodotti dalla società della Carolina del Nord, Coney Mills. Decise di imbarcarsi su una nave, arriva negli Stati Uniti e importa il denim. Nel 1949 fonda a Prato l’azienda chiamata “Confezioni Fratini”. 

Alla fine degli anni ‘50, trasferisce la sede a Mugello e l’impresa cambia nome, chiamandosi appunto Rifle. Il nome del brand fu scelto poichè indicava quel mondo del West. 

Il grande successo di Rifle

Il brand Rifle ha un grandissimo successo dagli anni ‘60 fino agli anni ‘80, periodo in cui vi sono la maggiore produzione e distribuzione di prodotti.

I jeans soprattutto erano apprezzati per la loro comodità e la loro resistenza. Il successo non si riscontra solo in Italia: infatti, l’abbigliamento Rifle è venduto anche in altri paesi, come in Svizzera, nel Regno Unito, ad Israele, nei Paesi Bassi e anche in Russia.

Un successo planetario, che però inizia a scricchiolare già a partire dagli anni ’90. Vediamo adesso le difficoltà e il successivo crollo del brand di jeans tutto italiano.

jeans rifle

In difficoltà

Negli anni ‘90 la presenza in questi paesi si riduce, anche perchè gli abiti e gli accessori sono venduti direttamente dalle catene di distribuzione.

In quel periodo anche gli eredi dei fondatori si separano, e addirittura gli eredi di Giulio Fratini decidono di puntare sul settore alberghiero, gestendo con successo hotel a Roma, Firenze e Venezia, da 3 a 5 stelle, accantonando un pò il business di famiglia.

La crisi dell’azienda

Nel 2000 il management dell’azienda tenta di rilanciare il brand, ma si rende conto che difficoltà non sono ancora superate. Addirittura nel 2013 l’azienda fattura 34 milioni di euro ma chiude con una perdita di 15 milioni. Si decide quindi di liquidare la società e di crearne una nuova. Si passa quindi da Riflessi Spa a Rifle Srl. 

Per riuscire a rientrare nel mercato, l’azienda decide di effettuare un restyling del logo, puntando ad un contesto più sportswear. Ma non finisce qui. L’azienda, affidandosi alla terza generazione dei Fratini, Giulio, si occupa anche di ampliare la propria produzione proponendo infatti anche pantaloni, giubbotti, scarpe ed accessori. 

L’impresa è guidata in quegli anni da Franco Marianella, che ha già collaborato con altre aziende di spessore come Gas Jeans e Guess Italia. Intraprende collaborazioni con Alessia Marcuzzi, proponendo capi personalizzati, e con la tennista russa Maria Sharapova. 

Il fallimento

Nel 2020, in seguito alle difficoltà finanziarie dell’azienda la crisi economica e finanziaria caudata dal Covid 19, scandita da lockdown e la crisi dello shopping, nell’Ottobre 2020 il tribunale della città di Firenze dichiara in modo ufficiale il fallimento dell’azienda.

Il Giudice ha inoltre disposto un esercizio provvisorio. 

Che fine farà Rifle adesso?

Per adesso l’azienda venderà lotti di jeans e altri capi a prezzi più che popolari. Ma già sono state realizzate le prime vendite dei lotti dell’azienda di Barberino del Mugello.

Ogni lotto è composto non da capi d’abbigliamento e accessori, ma bensì da mobili, elettrodomestici e strumentazione dell’azienda fino all’arredo di design. «Ci sono i mobili rivestiti in jeans della sala conferenze principale dell’azienda, i quadri ma anche le scrivanie e i cellulari dei manager. Tutti pezzi di storia di un’impresa che è stata un’icona del made in Italy», spiega Fabio Talente, coordinatore Isveg per l’area di Firenze, Prato e Pistoia.

«Dopo l’annuncio delle vendite di jeans a 2 e 3 eurocontinua Fabio Talente — ci siamo ritrovati sommersi dalle richieste e mail. Decine di persone si sono presentate ai cancelli dell’azienda per sapere quando sarà possibile acquistare i singoli capi. Per ora l’idea, vista anche la mole di richieste, è orientarsi per un’asta online in modo da evitare assembramenti».

Il nostro post dedicato a Rifle, termina qui. Alla prossima con i post dedicati alla moda, a cura del nostro portale!

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